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                                                 La redazione di FrederickLABNotes

sakineh

UN SALUTO A PEPPINO IMPASTATO

9 Maggio 2010 |  Tagged , , , , , , , | Commenti disabilitati

fonte Repubblica

fonte Repubblica

Il saluto è un segno di rispetto, di affetto, di amicizia.
Tuttavia in questo caso il saluto di Giovanni Impastato è uno sberleffo, un dispetto, uno schiaffo: a Badalamenti che aveva ordinato l’assassinio di Peppino; a tutto il sistema mafioso che viene così deriso e colpito nei suoi averi materiali tramite l’istituto della confisca.
Per noi invece quella mano che saluta rimane un segno di riconoscenza e di stima verso tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita nella lotta alla mafia.
Ciao, Giovanni, Paolo, Francesco, Fortunato, Carlo Alberto, Pio, Giuseppe, Boris, Ninni, Francesca, Emanuela, Nunziata………………………..

Cinque anni senza il vento di Karol Wojtyla

2 Aprile 2010 | | Commenti disabilitati

Il funerali papa giovanni paolo II   IL VENTOvento di Karol Wojtyla soffiò fin dal primo momento quando, appena eletto, chiese perdono per la sua cattiva pronuncia in italiano. In seguito quel vento ha spirato facendo sventolare le bandiere dell’intero pianeta, incrociando anime, culture e popolazioni.

A prescindere dalla propria fede religiosa, o dal credo politico, potendo essere perfino anarchici, atei, o agnostici, quel Papa ci catturò tutti in un modo o nell’altro. E’ un fatto innegabile e chi lo contesta pecca di ipocrisia e di carente senso della realtà. Chi lo accusa di aver spettacolarizzato la sofferenza pecca di miopia, non sapendo ben individuare nell’operato di Giovanni Paolo II la capacità, al contrario, di essere moderno e di usare il progresso e la tecnologia allo scopo di parlare alla gente.

Il suo sguardo, dagli occhi così celesti tanto da apparire bianchi, ci entrò subito nel cuore quando avemmo la fortuna d’incontrarlo di persona stringendogli la mano, come si fa con un amico che non incontri da tanto tempo. Quegli occhi ci hanno accompagnato per tutti questi anni ed ancora ce li portiamo dentro.

Fu Papa, leader carismatico, politico, diplomatico, condottiero coraggioso nelle terre sconvolte dalla guerra, dagli stermini di massa, dalla delinquenza; chi non ricorda il suo grido disperato di Agrigento del 9 maggio 1993 contro la mafia: “…convertitevi…”?

Fu diffusore di cultura, artista e poeta egli stesso.

Fu giovane tra i giovani e  sincero amico di tutti i colori del mondo.

I ventisette anni del suo pontificato hanno dato continuità e, forse..perché no, un certo qual senso morale alla nostra adolescenza; e se da ciò noi non abbiamo tratto alcuna fede o convinzione religiosa, tuttavia ci è rimasta incrollabile la dirittura, l’onestà intellettuale, lo spirito di accoglienza per il diverso e per il più debole. Queste sì, ci sono rimaste forti e salde come cemento armato.

E ciò glielo riconosciamo a piene mani.

Poi lui se ne andò, cinque anni fa, dopo anni di impavida sofferenza, e quel vento che lo aveva accompagnato si manifestò ribelle anche l’ultimo giorno sollevando irriverente le vesti cardinalizie, comunicando spettacolarmente (perché no?) al mondo intero che qualcosa era cambiato per tutti e che Karol ci stava salutando per sempre.

PROGRESSISTA, AMBIENTALISTA, GAY, CATTOLICO

PROGRESSISTA, AMBIENTALISTA, GAY, CATTOLICO

E’ riuscito ad essere confermato, nonostante il subdolo ostruzionismo del centro sinistra. E’ l’uomo nuovo del luogo che non c’è più. E’ trasversale abbastanza per rappresentare un nuovo schieramento progressista composto da un’ala moderata cattolica desiderosa di rivendicare una ragione disubbidiente al nuovo assolutismo religioso del Papa; possiede un’anima innegabilmente ambientalista e verde che sogna di ripulire l’aria dei vecchi ed avvelenati agglomerati industriali (vedi Taranto) contemperando spirito ecologista con le nuove e disperate esigenze occupazionali; è un omosessuale che si fa inequivocabilmente portavoce delle categorie discriminate sdoganando il gay dalla gabbia culturale in cui era fin qui rinchiuso. Insomma, sembra abbastanza semplice comprendere a chi Nichi Vendola possa far paura.

L’ISOLA CHE NON C’E'…… PIU’!

29 Marzo 2010 |  Tagged | Commenti disabilitati

DESTRA O SINISTRA…SINISTRA O DESTRA…AVANTI-DIETRO..DIETRO-AVANTI…SIN…..

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14 giugno. È una mattinata afosa. Vito e Carmine vanno in fabbrica, sono di primo turno. Francesca e Piero chiacchierano in cucina, bevono un caffè emettono inmoto la routine familiare. Barbara prepara le valigie, destinazione NewYork. Un giorno come tanti, nella città sferzata da uno scirocco che toglie il fiato ma che spirando da sud spazza la diossina. Taranto, al primo sbadiglio, appare stanca anche di se stessa.  il solito risveglio, lento e apatico. La solita atmosfera d’attesa perpetua. 14 giugno. Sta cominciando una giornata normale. Forse.

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INNO AL DIO BERLUSCONI

30 Settembre 2009 |  Tagged , , | Commenti disabilitati

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QUALCHE NUMERO SUL CANONE RAI

28 Settembre 2009 |  Tagged , | Commenti disabilitati

Dal bilancio RAI 2007 risulta che gli abbonati* sono 15.896.957, mentre in 983.964 hanno disdetto (319.137) o sono morosi(664.827). Quil il bilancio RAI del 2007, ci sembra abbastanza interessante.

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Non so se stiamo assistendo ad una operazione concertata da qualcuno, mi verrebbe di sospettarlo perché sono diffidente di natura ed un po’ per mestiere. Ma in questi giorni stanno giungendo messaggi e-mail non desiderati che suggeriscono di firmare contro il canone RAI. Nonostante il legittimo rammarico, anche personale, ogni qualvolta siamo costretti a questa incombenza, vorrei tuttavia sottolineare che, seppur odiosa, si tratta di una tassa che ogni cittadino deve assolutamente pagare. E siccome noi siamo tra quelli che pagano tutte le tasse, non foss’altro che per sentirci in pieno diritto di aborrire ogni forma di evasione fiscale, gridiamo a voce alta a tutti quelli che la pensano così, ma soprattutto a tutti quelli che si vantano di non pagarla mai: "Paghiamo le tasse, tutte quelle che si devono, magari protestiamo e facciamo pressione perché le paghino tutti davvero."

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E’ NATO UN NUOVO GIORNALE

27 Settembre 2009 |  Tagged , , , , , | Commenti disabilitati

E’ nato un nuovo giornale: "Il fatto Quotidiano". Non possiamo che rallegrarcene, sperando che sia svincolato da proprietà varie e padroni politici. Vorremmo che si trattasse di un giornale non "di grido", bensì "da grido", da "urlo", per far sentire la voce di quelli che non possono esprimersi e farla arrivare lontano, il più lontano che si può. Siamo veramente contenti e gli auguriamo un "in bocca al lupo"!

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TRIPOLI BEL SUOL D’AMORE, O BEL SUOL DI TERRORE!

11 Giugno 2009 |  Tagged , | Commenti disabilitati

I soldati italiani che portarono il vento fascista nella Cirenaica, come si chiamava allora la Libia s’innamorarono della terra d’Africa, delle sue donne, dei suoi profumi, ma rimasero inebriati anche dalla frenesia predatrice tipica degli ospiti indesiderati. Il Governo prende le distanze dalle parole di Gheddafi, ma lo ospita e gli rende onore nonostante il suo irrispettoso ritardo. Quando è sceso dall’aereo che lo ha portato in Italia, si è fregiato della fotografia di Omar Al Mukhtar, il Leone del Deserto, che guidava la resistenza contro le truppe di del Generale Rodolfo Graziani, ma ai deputati dell’opposizione che avrebbero voluto entrare in Parlamento con la foto della strage di Lockerbie, per la quale la Libia ha accettato di risarcire i parenti delle vittime come se ammettesse del resto di esserne in qualche modo responsabile, non è stato concesso di farlo. Chiediamoci qual è il motivo di tanta riverenza da parte del nostro governo nei confronti del leader di uno stato inserito, fino a qualche tempo fa, dagli americani nella lista degli stati canaglia; di uno stato che aborrisce la democrazia nei suoi principi basilari; di uno stato che sbeffeggia i diritti umani. E’ facilmente intuibile che sia il petrolio, oppure una sorta di rimorso recondito per la infruttuosa impresa coloniale che portò all’occupazione di un suolo arido e desertico, deportando approssimativamente 100mila libici in 13 campi di concentramento: vi troveranno la morte 40mila persone. Un massacro, come quelli perpetrati dai nazisti e da tutti i grandi imperi dell’epoca. Nell’estate del ’31 «il leone del deserto» ha a disposizione soltanto 700 uomini, male armati ed affamati. A settembre dello stesso anno viene catturato, sottoposto ad un processo macchietta ed impiccato. E’ solo un vecchio di 70 anni e salendo al patibolo mormora. «Non ci arrenderemo, la prossima generazione combatterà e poi la successiva e la successiva ancora». Da uomo religioso aggiunge: «da Dio veniamo e a Dio torniamo». In seguito saranno gli italiani a patire la vendetta dei libici di un nuovo regime, di un giovanissimo colonnello che, nel 1969, abbatte la corrotta monarchia libica e dà vita a un nuovo sistema politico-sociale puntando sull’ambizioso obiettivo panafricano. Adesso, va bene la pacificazione, va bene il dialogo fra i popoli, ma subire in casa nostra il sarcasmo di un signore siffatto parrebbe davvero esagerato. Comunque, accontentiamoci della finezza dell’essere stati superiori e raffinatamente leggiadri nel ricevere Gheddafi ed il suo stuolo di bellissime amazzoni pronte a dare la propria vita per il loro leader. Abituati come siamo alle amazzoni pronte invece a dare qualcos’altro pur di entrare a far parte di un simil stuolo.

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E SE LUCA FOSSE ETERO? ADESSO STAREBBE CON LUI

23 Febbraio 2009 |  Tagged , , | Commenti disabilitati

 Se Luca fosse etero, in fondo non cambierebbe niente.
Ciò che conta è quello che Luca vuol fare della sua vita, sereno di essere quello che si sente, sempre e comunque.
Le polemiche sono frutto di un’Italia forse allo sbando, ad un bivio della sua esistenza, che si divide anche sulle canzonette perdendo di vista ancora una volta quello che è il paese reale.

D’altronde, i gusti son gusti.

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La Costituzione detta lo spirito del testo della lettera che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, precedentemente alla approvazione da parte del Consiglio dei ministri di un decreto legge in relazione al caso Englaro.

 

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